
Molte persone sono semplicemente indotte in errore, o non informate, su ciò che i Santi degli Ultimi Giorni (“mormoni”) credono, sulle dottrine riguardanti Gesù Cristo, la Bibbia e i templi. Posso testimoniare che la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (inavvertitamente chiamata da amici di altre fedi, “chiesa mormone”) crede in tutti gli insegnamenti che Gesù Cristo ci ha dato finora, così come quelli che darà in seguito, tramite la rivelazione continua, dato ad apostoli e profeti moderni. La Chiesa insegna ai suoi membri ad amare e servire gli altri e osservare i comandamenti di Dio. I mormoni sostengono la Bibbia, nonché ulteriori Scritture ispirate, come il Libro di Mormon, che sono state date al mondo per mezzo della rivelazione. So che la Chiesa di Gesù Cristo è guidata da Gesù Cristo ed è in armonia con Lui e con i Suoi insegnamenti. Ho sentito lo Spirito Santo, che mi ha testimoniato tutto questo, dal momento in cui ho cercato di osservare i comandamenti, seguire il profeta ordinato da Dio e servire chi mi sta intorno.
Per rispondere all’incomprensione e al disaccordo su ciò che i membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni credono, riguardo le dottrine della Bibbia e altre, D. Lauritsen, un professore mormone, affronta alcuni dei motivi principali per i quali alcuni cristiani si oppongono alla Chiesa mormone, nel seguente articolo:
Perché alcuni cristiani si oppongono al mormonismo?
Risposta breve: Per alcuni cristiani tradizionali e per i loro ministri, la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni è vista come una minaccia, anche diabolica, a causa della sua rapida crescita, della sua prosperità e dell’aumento della sua influenza. Altri cristiani tradizionali evitano i Santi degli Ultimi Giorni a causa delle differenze dottrinali, differenze che dopo un attento esame rivela che i Santi degli Ultimi Giorni (i cristiani originali) sono più in armonia con il modello e gli insegnamenti della Chiesa antica di Cristo, di quanto lo siano le denominazioni tradizionali dei cristiani di oggi.
Risposta dettagliata: tra le ragioni più comunemente affermate, dal cristianesimo tradizionale, per contrastare e denunciare la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, ci sono le false accuse che (1) i mormoni aggiungano altre parole, alla parola di Dio, (2) i mormoni non credono nella Bibbia; (3) i mormoni hanno una condotta bizzarra, compiono dei rituali segreti nei loro templi e (4) i mormoni sono “del diavolo” e stanno portando milioni di persone verso l’inferno. Queste pubbliche accuse, vengono affrontate di seguito.
Motivo 1, per contrastare i mormoni: i mormoni aggiungono informazioni alla parola della Bibbia.
La Bibbia dice espressamente, nel suo capitolo finale, che “se qualcuno aggiunge a queste cose, Dio manderà su di lui le piaghe descritte in questo libro” (Apocalisse 22:18). Pertanto, molti dei cristiani tradizionali dicono che i mormoni sono maledetti e blasfemi perché hanno “aggiunto a queste cose”, con la pubblicazione del Libro di Mormon, affermando che è una continuazione della parola di Dio.
Risposta: la maggior parte degli studiosi della Bibbia concorda sul fatto che il libro dell’Apocalisse di Giovanni non fu l’ultimo della Bibbia, tra i 66 libri che la compongono, e che non fu posto alla fine della Bibbia, fino a quando tutti i libri non furono raccolti, nella forma attuale, molto più tardi. Così, mentre Giovanni aveva giustamente minacciato una piaga, su chiunque cercasse di “aggiungere a queste cose” (i suoi scritti), chiaramente non voleva dire che i suoi scritti segnavano la fine della rivelazione di Dio, ai suoi figli. Altrimenti, Giovanni avrebbe dovuto negare o rovesciare le parole del suo predecessore del vecchio Testamento, Amos, che aveva solennemente dichiarato: “Certamente il Signore Dio non fa nulla, senza rivelare il suo segreto ai suoi servi, i profeti” (Amos 3:7) .
I Santi degli Ultimi Giorni testimoniano che queste parole di Amos sono vere, oggi, come lo erano quando le disse: Dio continua a rivelare la sua volontà ai suoi profeti e agli apostoli viventi. Poiché il cristianesimo tradizionale non crede più che Dio riveli la sua volontà ai profeti viventi, pone la sua dipendenza totale dalla Bibbia. Dal punto di vista del cristianesimo tradizionale, la Bibbia contiene tutta la parola di Dio, passata, presente e futura. In altre parole, il cristianesimo tradizionale crede che Dio non abbia altro da dire, ai suoi figli. Anche se ha continuato a parlare ai suoi figli ebrei, da una generazione all’altra, attraversando vari secoli, da un millennio all’altro, in qualche modo Dio non ha più bisogno o vuole comunicare con i suoi figli, nè del mondo antico, né del mondo di oggi. Se questo tipo di ragionamento è corretto, ciò che Dio disse a Mosè avrebbe dovuto essere sufficiente, e non ci sarebbe stato bisogno che Lui parlasse con Samuele. In effetti, alcuni israeliti probabilmente direbbero: “Abbiamo tutte le parole del Signore, nei cinque libri di Mosè. Non abbiamo bisogno di un libro di Samuele.”
Allo stesso modo, alcune di quelle persone potrebbero probabilmente dire: “Abbiamo i libri di Mosè e Samuele. Non abbiamo bisogno delle parole di Ezra.” Lo stesso si potrebbe dire con il popolo di Neemia, Isaia, Geremia, Ezechiele, Daniele, Osea, Gioele, Amos, e così via. In questo modo, gli uomini hanno inconsapevolmente tentato di ridurre al silenzio Dio, durante la loro epoca. Fu proprio questa situazione che il Signore profetizzò, attraverso il suo antico profeta americano, Nefi, riferendosi agli ultimi giorni:
E poiché le mie parole risuoneranno — molti dei Gentili diranno: Una Bibbia! Una Bibbia! Noi abbiamo una Bibbia e non vi può essere nessun’altra Bibbia. Perché mormorate per il fatto di ricevere delle altre mie parole? Non sapete che la testimonianza di due nazioni è per voi una prova ch’io sono Dio, che ricordo una nazione come un’altra? Pertanto, io dico le stesse parole a una nazione come a un’altra. E quando le due nazioni si uniranno, anche le testimonianze delle due nazioni saranno riunite. E faccio questo per poter provare a molti ch’io sono lo stesso ieri, oggi e per sempre; e che pronuncio le mie parole secondo il mio piacimento. E per il fatto che ho detto una parola, non dovete supporre che non posso dirne un’altra; poiché la mia opera non è ancora finita; né lo sarà fino alla fine dell’uomo, né da quel tempo in avanti e per sempre. Pertanto, per il fatto che avete una Bibbia, non dovete supporre ch’essa contenga tutte le mie parole; né dovete supporre ch’io non ne abbia fatte scrivere altre. Poiché io comando a tutti gli uomini, sia a levante che a ponente, sia al settentrione che al meridione e nelle isole del mare, di scrivere le parole ch’io dico loro; poiché io giudicherò il mondo dai libri che saranno scritti, ogni uomo secondo le sue opere, secondo quel che è scritto. Poiché ecco, parlerò ai Giudei, ed essi lo scriveranno; parlerò pure ai Nefiti ed essi lo scriveranno; parlerò pure alle altre tribù del casato d’Israele, che ho condotto via, ed esse lo scriveranno; e parlerò pure a tutte le nazioni della terra ed esse lo scriveranno.
(2 Nefi 29:3, 8-12).
Motivo 2, per contrastare i mormoni: i mormoni non credono nella Bibbia o che essa sia perfetta.
Risposta: I Santi degli Ultimi Giorni hanno sempre creduto nella Bibbia, con fermezza e fedeltà. Tuttavia, come indicato nell’ottavo articolo di fede: “Noi crediamo che la Bibbia è la Parola di Dio, per quanto è tradotta correttamente” (Articoli di Fede 1:8). Un esempio di cattiva traduzione, si trova in Ebrei 6:1 “lasciando quindi i principi della dottrina di Cristo, andiamo verso la perfezione.” Come si vede, questa frase è chiaramente falsa e fuorviante, perché nessuno può “andare avanti fino alla perfezione” e, in contemporanea, “lasciando i principi della dottrina di Cristo”. Forse Paolo, quindi, predicava false dottrine? No, lo scriba che ha copiato o ha tradotto l’epistola di Paolo (o il tipografo del XVII secolo, che ha impostato la pagina), ovviamente, ha lasciato fuori una piccola parola, ma cruciale. La Scrittura si dovrebbe leggere: “Non lasciando i principi della dottrina di Cristo, andiamo verso la perfezione.”
Per quanto riguarda la morte di Giuda, il libro di Matteo dice: “E Giuda rovesciato i pezzi d’argento nel tempio, si allontanò e andò ad impiccarsi” (Matteo 27:5). Eppure il libro degli Atti dice: “Giuda comprò un pezzo di terra con i proventi del suo delitto e poi precipitando in avanti si squarciò in mezzo e si sparsero fuori tutte le sue viscere.” (Atti 1:18). Questi passi scritturali sono in evidente conflitto. A quale dobbiamo credere?
E per quanto riguarda la visione di Paolo, sulla via di Damasco, Atti 9:07 dice: “E gli uomini che viaggiavano con lui si erano fermati ammutoliti, nel sentire una voce, ma non vedendo l’uomo.” Eppure dopo tredici capitoli leggiamo: “E quelli che erano con me hanno visto infatti la luce, e avevano paura, ma non udirono la voce di Colui che mi parlava “(Atti 22:09). Ancora una volta, la Bibbia contiene informazioni contraddittorie. A quale racconto dobbiamo credere? Ancora informazioni contraddittorie e non sono l’unica imperfezione, nella Bibbia: essa non contiene tutta la parola di Dio. La Bibbia è un compendio di 66 libri, separati, di scritture, più una dozzina di libri di Scritture, che non si trovano nella Bibbia.
Il Libro del Patto delle Guerre del Signore, il Libro di Jasher, il Libro degli Atti di Salomone, i Libri di Nathan e Gad, la profezia di Achia e le Visioni di Iddo, il Libro di Semaia, il Libro di Ieu, gli Atti di Ozia, i Detti dei Veggenti, una precedente (mancante) epistola di Paolo ai Corinzi, un’altra (mancante) epistola di Paolo agli Efesini, una lettera di Paolo di Laodicea, una (mancante) precedente epistola di Giuda, le profezie di Enoch (Esodo 24:7 ; Numeri 21:14; Giosuè 10:13; 1 Re 11:41; 1 Cronache 29:29; 2 Cronache 09:29; 2 Cronache 12:15; 2 Cronache 20:34; 2 Cronache 26:22; 2 Cronache 33 : 19; 1 Corinzi 5:9; Efesini 3:3; Colossesi 4:16; Giuda 3, Giuda 14).
Citare alcuni degli errori e delle contraddizioni della Bibbia e i libri mancanti, non ha lo scopo di denigrare né screditare la Bibbia, bensì quello di sottolineare che le correnti irremovibili del cristianesimo affermano che la Bibbia contiene tutta la parola di Dio, ed è perfetta, indiscutibile nella forma e, perciò, contiene la pienezza del Vangelo, mentre, in realtà, è inesatta e fuorviante. Non è blasfemo, né eretico, riconoscere questo fatto.
Motivo 3, per contrastare i mormoni: i mormoni hanno una condotta bizzarra e compiono rituali segreti, nei loro templi.
Risposta: Questa volta l’accusa è totalmente falsa. Una risposta dettagliata viene data alla domanda 12. Qui, ci limitiamo a dire che i rituali nei templi non sono segreti, ma sacri. Essi sono necessari affinchè le famiglie possano stare insieme per sempre. E sono necessari affinchè possiamo ricordarci le alleanze fatte con il Padre Celeste.
Motivo 4, per opporsi ai mormoni: i mormoni sono “del diavolo” e stanno portando milioni di persone verso l’inferno.
Risposta: È interessante notare che questa stessa accusa è stata lanciata a Gesù, quando andava in giro, facendo del bene (Matteo 9:32-34; 11,18-19; 12:22-28). Ma, stranamente, le accuse non provenivano dalla gente comune, ma da un’istituzione religiosa dominante, nel tempo di Gesù, i farisei (Matteo 12:24). Oggi, i Santi degli Ultimi Giorni sono conosciuti in tutto il mondo per fare del bene, non solo tra di loro e alle loro famiglie, ma nel raggiungere, per primi, i luoghi in cui portare soccorso, alle vittime dei disastri naturali e nel caos della guerra.
Praticamente in ogni nazione, i Santi degli Ultimi Giorni sono ben noti per la loro buona cittadinanza, il patriottismo, le conquiste culturali, le famiglie forti e la devozione a Gesù Cristo. Infatti, le vite dei membri che sinceramente praticano gli insegnamenti della Chiesa, riflettono i frutti della loro religione in modo chiaro e inequivocabile. Così, oggi, quando il cristianesimo tradizionale, accusa i membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, di essere “del diavolo”, questo significa che esso non ha ascoltato l’ammonizione di Cristo: “Voi li riconoscerete dai loro frutti… Un albero buono non può produrre frutti cattivi… Perciò, dai loro frutti li riconoscerete”(Matteo 7:16-20) e ancora “Non giudicate, affinché non siate giudicati. Infatti, con quale giudizio giudicate, sarete giudicati e con la misura onde misurate, sarà misurato a voi” (Matteo 7:1-7). Paolo fece eco alle parole del Salvatore: “Perciò tu sei inescusabile, o uomo, se giudichi un altro: perciò quando giudichi un altro, condanni te stesso” (Romani 2:1).